Helicobacter Pylori e ulcera gastroduodenale

Gennaio 12, 2018

Fino agli anni ’80 del secolo scorso si è ritenuto che l’ulcera fosse provocata prevalentemente dallo stress e/o dall’assunzione di cibi acidi o molto piccanti. Nel 1982 due medici australiani isolarono un batterio capace di colonizzare la mucosa gastrica, ma soltanto alla fine degli anni ’90 la comunità scientifica ha finalmente riconosciuto una stretta associazione tra l’ulcera gastroduodenale e l’infezione da Helycobacter Pylori. Oggi si stima infatti che la quasi totalità delle ulcere gastriche e duodenali sia di origine infettiva. Le modalità con cui l’Helycobacter si trasmette sono poco conosciute. Si pensa che il contagio avvenga per via orale per contatto con acque contaminate. Il sintomo più comune dell’ulcera gastroduodenale è un bruciore o dolore nella parte superiore dell’addome soprattutto lontano dai pasti, quando lo stomaco è vuoto. L’infezione è a volte asintomatica. Lo standard ottimale per la diagnosi è l’endoscopia con biopsia della mucosa.

Esistono comunque diversi metodi di laboratorio:

  • Ricerca nel sangue di anticorpi specifici;
  • Test del respiro o “Breath test”;
  • Ricerca dell’antigene fecale;

Presso il laboratorio Analisi Cliniche Trastevere è possibile effettuare quest’ultimo test caratterizzato da alto grado di specificità e sensibilità.
Diversamente dai test sierologici dove la positività è indice di avvenuto contatto con il batterio (infatti gli anticorpi possono rimanere presenti nel sangue anche dopo il superamento dell’infezione) il rilievo dell’antigene nelle feci è indice di infezione in atto.
Per questo test non invasivo, non serve né il digiuno né il prelievo di sangue.

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